Dipartimento Criminologico Relazionale

  • DIRITTO 2
  • DIRITTO 1
  • PSICOLOGIA 2 (CRIMINALE)
  • PSICOLOGIA 1
  • METODOLOGIE OP. 2 (Diritti della persona privata della libertà)
  • METODOLOGIE OP. 1

Aspetti generali delle conoscenze, delle abilità e competenze

Discipline coinvolte:

  1. Diritto 2/1
  2. Psicologia 2/1
  3. Metodologie op. 2/1

IIS Giulio ha conseguito il riconoscimento di una Sezione carceraria per l’indirizzo “Servizi socio sanitari”. Si ricorda che nella sezione sono attive 7 classi, di cui 2 classi destinate ad Agenti di Polizia penitenziaria:

  • Classe quinta Servizi socio san. / criminologico (27 al.)
  • Classe terza-quarta Servizi socio san / criminol. (7 al.)

IIS Giulio ha approvato con delibera del Collegio docenti del 1° settembre 2017 la curvatura “criminologica relazionale” dell’indirizzo ministeriale “Servizi socio sanitari” come articolazione valevole per le due classi di Agenti di Polizia presso la Caserma agenti della C.C. “Lorusso e Cutugno” ove opera la Sezione carceraria stessa.

CARATTERE GENERALE DEL PROFILO DELLO STUDENTE:

A RISULTATI ATTESI: CAPACITA’ E COMPETENZE

I sottoscritti docenti del Dipartimento criminologico-relazionale concordavano nell’agosto 2016 quanto segue in merito al Profilo dell’Agente allievo (risultati attesi), fatte salve le competenze indicate nelle Linee guida del Miur, in riferimento all’indirizzo ministeriale “Servizi socio-sanitari”.

  1. Sviluppo di capacità orientativa: il divenire punto di riferimento essenziale conoscitivo sulla rete dei servizi operante intorno alla realtà penitenziaria, con capacità di informazione sulla realtà e sulle risorse interne e esterne alla struttura penitenziaria.
  2. Sviluppo di capacità e competenze in ambito psicologico-relazionale, in rapporto con l’attività di sorveglianza e custodia del detenuto; in particolare in riferimento alle capacità di prevenzione e gestione delle situazioni di emergenza, di gestione dello stress, e delle emergenze operative in genere; di prevenzione e controllo del burn out; di sviluppo della capacità di comunicazione con il detenuto e dell’empatia.
  3. Sviluppo del grado di fiducia in se stesso nell’Agente e di autoconoscenza. Capacità di gestione delle proprie emozioni.
  4. Prevenzione delle situazioni di disagio, depressione, isolamento e solitudine. Capacità di mediazione nei conflitti. Sviluppo della serenità complessiva grazie all’attività educativa.
  5. Capacità di adeguare la relazione comunicativa col detenuto secondo i vari profili dei medesimi con risposte diverse a profili criminali diversi (ad es., sex offenders, collaboratori di giustizia, mafiosi, integralisti religiosi, ecc.). L’ambito psicologico “istituzionale”, legato all’insegnamento di Psicologia 1, fornirà gli elementi conoscitivi di base per la loro contestualizzazione in competenze relazionali, comunicative e orientative specifiche, secondo i diversi profili criminali in Psicologia 2. In particolare Psicologia 1 orienterà l’attività didattica sulle tematiche tipiche del programma di studio indicato dal Miur, fra cui citiamo le dinamiche di gruppo, la famiglia, il disagio, il comportamento a rischio border line, la comunicazione, e così via (si deve rinviare necessariamente al programma specifico del docente).
  6. Promozione del principio-speranza; con esso si intende lo sviluppo di un rapporto col detenuto che miri a promuovere in lui stesso una speranza sul domani, che contribuisce a un corretto comportamento nel presente detentivo; che sia fondato non solo sulla conoscenza professionale sul regolamento di detenzione, ma anche su un’adeguata conoscenza da parte dell’operatore della rete dei servizi che operano in riferimento all’esecuzione esterna della pena (semilibertà, detenzione domiciliare, affidamento a casa famiglia e/o in comunità di recupero, lavoro interno e esterno, scuola interna e esterna, tirocinio esterno).
  7. Sviluppo delle sinergie nel Dipartimento criminologico. Per questo motivo vengono promosse le sinergie fra l’ambito psicologico delle tecniche di relazione e di comunicazione e gli ambiti costituiti dalle metodologie operative e dalla competenza giuridica: la formazione del principio di speranza nel detenuto, affinché sia fondato, deve avere infatti una solida base nella diffusione della serenità dei rapporti nella struttura carceraria, ma anche in una adeguata conoscenza delle strutture e dei servizi che operano in pro dell’esecuzione alternativa esterna della pena, sia lavorativa sia scolastica sia formativa. Per questo motivo da un lato Metodologie 1 svolgerà un’azione didattica conoscitiva fondata sulle competenze indicate dall’indirizzo ministeriale, coordinata con l’ambito psicologico e l’ambito giuridico, sulla rete dei servizi sociali e degli interventi rivolti a soggetti a rischio, deboli o svantaggiati (fra cui detenuti ed ex detenuti), sullo Welfare state nel suo complesso e sui suoi operatori istituzionali, sulla definizione di un progetto d’intervento; sulle strutture residenziali assistite, sul progetto di affidamento, ecc.; e anche sul Terzo settore o privato sociale, in particolare in riferimento alle cooperative sociali, alle associazioni di volontariato, ecc. Dall’altro lato, Metodologie 2 si affiancherà sviluppando queste competenze di base con le diverse possibilità disponibili al detenuto offerte dallo Stato sociale o dal Terzo settore relativamente alle misure alternative alla detenzione, e all’esecuzione esterna della pena; in merito agli operatori professionali operanti intra moenia, come assistenti sociali e educatori; alle problematiche del reinserimento dell’ex detenuto con una possibile collocazione lavorativa esterna, nella tutela del suo diritto al reinserimento sociale. A questo fine svolge una funzione essenziale la figura del Garante, nella funzione di “umanizzare il carcere” (secondo un testo di Pietro Buffa) e operativamente, le cooperative sociali di tipo B e il volontariato.

Sarà quindi compito di Diritto 1 promuovere nell’Agente allievo quelle competenze giuridiche istituzionali previste dalle Linee guida dell’indirizzo ministeriale (diritto di famiglia, legislazione sociale, previdenza e assistenza sociale, l’amministrazione dello Stato, lo Stato sociale, la legislazione sanitaria, e così via); riprendendo i primi tempi i principali argomenti tipici del biennio (i soggetti del diritto, lo Stato, il Governo, il Parlamento, la Magistratura e la corte costituzionale) affinché esse siano a fondamento delle competenze giuridiche nell’ambito della pena e della sua esecuzione in struttura penitenziaria o in struttura esterna (Diritto 2).

Il panorama delle competenze giuridiche istituzionali sarà dunque compito di Diritto 1, che svilupperà nell’allievo la competenza giuridica istituzionale; mentre l’ambito di Diritto 2, sarà connesso al reato, alla pena e all’esecuzione della medesima e in particolare connesso all’ordinamento penitenziario e alle sue fonti, al Regolamento di esecuzione, all’organizzazione amministrativa penitenziaria, e ai circuiti penitenziari, alle tipologie dei reati; questo in connessione con le tipologie dei profili criminali, esposte da Psicologia 2 per la conoscenza delle motivazioni al reato nei reati specifici; in questo modo l’ambito psicologico cercherà di promuovere un’azione didattica sulle motivazioni al reato in ordine ai diversi tipi di profilo criminale, sulle carenze, ma anche sull’analisi dei bisogni in ordine alla custodia e ai percorsi rieducativi. L’ambito giuridico dell’esecuzione alternativa alla detenzione infine, svilupperà una sinergia con Metodologie operative 2.

B) RISULTATI ATTESI: CONTENUTI CONOSCITIVI

In merito ai risultati attesi in termini conoscitivi si fa riferimento ai programmi specifici che verranno presentati dai docenti del dipartimento all’inizio dell’anno scolastico; in linea generale, possiamo qui anticipare che i contenuti, fatte salve le scelte didattiche del Docente, saranno orientati

C) METODOLOGIE DIDATTICHE

Le metodologie didattiche del Dipartimento alternano alla lezione frontale attività di gruppo, con l’osservazione delle dinamiche di gruppo, anche in riferimento ad attività simulative/rievocative di contesti possibili o reali vissuti o meno, come il role playing, anche in associazione con Italiano 2 (Teatro); il cooperative learning; attività interattiva multimediale con videoproiezione e videolezioni con collegamenti web; promozione delle competenze in possesso degli Agenti, che hanno maturato un notevole patrimonio di esperienza e umanità nel corso del tempo, che si rivelerà un importante strumento didattico e veicolo comunicativo, pronto da accrescere e avvalorare in ogni relazione intramuraria; e così via.

D) DOCENZA

Come indicato nelle “Linee guida del docente di dipartimento” la docenza prevede la possibilità che alcuni moduli didattici, nell’ambito delle singole discipline del dipartimento vengano svolti da “visiting professor”, cioè da professori ospiti del docente della materia, anche in modalità conferenza. Saranno “visiting professor” docenti esperti nella Direzione penitenziaria o nella Tutela dei diritti del detenuto, o Educatori o Assistenti sociali operanti nella Casa circondariale o Docenti universitari Il Comandante della Forza di Polizia della Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” e la Garante del Comune di Torino dei diritti dei detenuti sono già docenti stabili interni della presente classe di Agenti allievi per l’a.s. 2016-17.

E) MATERIALI DIDATTICI

Dispense elettroniche (via e-mail), dispense cartacee, eventuali fotocopie, appunti dalle lezioni, libri di testo. Come già indicato nelle nostre Linee guida, i docenti apporteranno loro Dispense elettroniche da trasmettere via mail agli allievi, anche lezione per lezione, poiché i libri di testo, acquisibili con i fondi esterni, saranno disponibili soltanto in modo ridotto (per l’alto numero delle iscrizioni più di 30 allievi a fronte di 8-10 previsti) e successivamente all’inizio dell’a.s., secondo le modalità di assegnazione e di erogazione stabilite dalla CSP.